La Chiesa e il Convento

chiesa s.giorgioLa Chiesa di S. Giorgio occupa l'ala sud dell'ex Convento dei Celestini che, posto sulla sommità della collina in prossimità della parte più alta su cui vi è la Torre Longobarda, forma insieme a questa e all'ex Castello dei Baroni di Marzano una sorta di vera e propria Acropoli Architettonica.
   Il Convento è organizzato su due livelli intorno a un chiostro con il pozzo centrale, ove si affaccia al piano terra sui quattro lati il portico e al primo piano per tre lati la galleria; questa, sul quarto lato verso est, diventa corridoio disimpegnando ambienti su ambo i lati. La condizione morfologica del luogo ha condizionato non poco lo sviluppo e lo stratificarsi della struttura, infatti, mentre le ali est e ovest hanno la medesima imposta corrispondente al livello del chiostro, le ali sud e nord hanno imposta diversa tra loro, nonché, sottoposta rispetto al chiostro; tale sviluppo risulta motivato dalla configurazione della collina su cui il Convento sorge, infatti, in quel punto, questa ha il crinale lungo l'asse est-ovest, mentre digrada, con notevole acclività, verso nord e sud. Il piano di calpestio della Chiesa, al di sotto del quale vi sono, in maniera piuttosto irregolare, degli ambienti ipogeali voltati, risulta così sottoposto di circa 1,50 mt rispetto al chiostro.
   Dell'ex Castello Baronale, trasformato prima in convento per i Celestini (XIV sec.) e poi in seminario diocesano (XIX sec.) resta ben poco per raccontare a noi delle sue antiche destinazioni.
   L'ala sud, destinata da sempre al culto (chiesa di S. Giorgio), e l'ala nord destinata alla vita monastica e seminariale (celle per i frati e refettorio) sono giunte a noi a livello di rudere.
   Le altre due ali, la sud e la nord già destinate ad ambienti per la vita conventuale (celle per i monaci e successivamente locali per il seminario) risultano oggi occupate, al piano terra, principalmente da locali di deposito e qualche abitazione, mentre, al primo piano, solo da abitazioni. Queste due ali pur sottoposte nel corso degli anni a una serie continua di trasformazioni, principalmente motivate dalla necessità di inserire elementi di adeguamento tecnologico e di servizio quali bagni e cucine per le abitazioni, sono abbastanza integre ma quanto le trasformazioni, pur avendo comportato numerose superfetazioni, hanno altresì assicurato quel minimo di manutenzione che ha permesso alla struttura di sopravvivere.
   L'ingresso principale al convento avviene tramite una rampa che si sviluppa dalla via S. Giorgio, superando il portale in pietra che si apre su un cortile dal quale si accede sia alla Chiesa che al Convento.
   La Chiesa ha sviluppo in lunghezza, con orientamento tipicamente bizantino, ovvero est-ovest, (l'ingresso è rivolto verso ovest mentre l'abside guarda ad est). Il lato sud è sul limite della via S. Giorgio, mentre il lato nord è adiacente alla restante parte del Convento.
   Addossata alla Chiesa, sul lato sud, laddove i resti sono ancora visibili, vi era la Porta S. Giorgio, che con la Porta Longobardi costituivano i due principali accessi alla Città.
   Quest'ultima, ancora del tutto integra, è posta anch'essa a ridosso della Chiesa di S. Maria dei Lombardi.
   Le due porte guardavano la prima verso la montagna, ad est, mentre l'altra, aperta ad ovest, verso la valle di Novi, quasi a testimoniare il rapporto tra la costa e l'entroterra, all'interno del quale Novi ha avuto ragione di nascere e svilupparsi nel tempo.

 


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