RTL 102.5 Eccellenze Nazionali

Eccellenza Nazionale RTL 102.5Novi (nel Medioevo Noves o Nobes e Noe) si formò in epoca bizantina sui resti di un’antica fortezza enotria che era stata rafforzata dai greci di Velia per il controllo della chora velina. I vicini toponimi Salella e Salento inducono a pensare alla presenza di un signore feudale longobardo padrone dei luoghi.

Fu sede del feudo normanno detto “di Novi” e comprendente Cinque terre (Novi, Cuccaro, Gioi, Magliano e Monteforte). Nel XIII secolo era feudo della famiglia Della Magna (o de Alemagnia), di chiare origini germaniche: Gisulfo della Magna fu giustiziere della Terra di Lavoro ai tempi di Federico II, nel 1242.

Novi divenne poi capoluogo dello “Stato di Novi”, comprendente 13 casali (Novi, Angellara, Cannalonga, Ceraso, Cornito, Grasso, Massa, Massascusa, Pattano Soprano, Pattano Sottano, San Biase, Santa Barbara e Spio); per lungo tempo i baroni di Novi ebbero importanti ruoli e incarichi nella corte del Regno di Napoli: tra questi Tomaso Marzano (grande ammiraglio del Regno); Antonello Petrucci (primo ministro di re Ferrante d’Aragona); Ettore Pignatelli duca di Monteleone di Calabria (presidente del Regno di Sicilia, ai tempi dell’imperatore Carlo V).

La partecipazione diretta dei baroni di Novi alle vicende del Regno di Napoli comportò la disattenzione per la cittadina e per i suoi abitanti, con conseguente abbandono dei luoghi, spopolamento e carestie. Nonostante questo, tra il Seicento e il Settecento diversi vescovi di Capaccio e di Vallo elessero Novi a sede vescovile.

Il 6 agosto 1656 si registrò a Novi la prima vittima della peste che stava imperversando nel Principato Citra e in tutto il Regno di Napoli: si trattava d’una ragazza di 14 anni di nome Maria De Vita. Da quel giorno il numero delle vittime andò aumentando di mese in mese: 17 in agosto, 36 in settembre, 42 in ottobre, 29 in novembre, 2 in dicembre. Il 5 dicembre, infatti, muore Martino Manganelli, l’ultimo di 126 vittime della peste. Novi godeva anche della presenza di baroni e vescovi, la qual cosa fece sì che venissero rispettate le norme sanitarie imposte in tempi d’epidemie. L’efficacia di questi fattori risulta evidente confrontando la quantità di vittime della peste. A Vallo di Novi (l’odierno Vallo della Lucania) e nei territori limitrofi morí oltre la metà della popolazione, mentre a Novi ne morí solo un quarto.

Panorama Novi VeliaDal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Vallo, appartenente all’ omonimo distretto del Regno delle Due Sicilie. Dal 1860, in seguito all’unificazione dell’Italia, l’insediamento assunse il nome di Novi Velia,

Al giorno d’oggi, oltre l’elevato interesse turistico, segnaliamo il Festival Antichi Suoni ( www.festivalantichisuoni.it ), un festival di musica popolare che si svolge da ben 13 anni nel comune il primo week end di Settembre. Il festival prende spunto dall’evento perpetratosi nei secoli dell’arrivo al comune di Novi dei pellegrini diretti al santuario mariano sul Monte Gelbison, i quali tutti insieme festeggiavano l’evento con suoni, balli e cibo, tutti insieme, fino a notte fonda. Il festival è un sussegursi di musica tradizionale da tutto il sud del mondo (abbiamo ospitato anche gruppi africani), nonchè un’occasione per degustare piatti della tradizione cilentana, tra cui un’altra eccellenza novese la “mozzarella ind’a’ murtedda”, squisita mozzarella di latte vaccino avvolta nei fasci di mirto.

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